USB PI Campania: incontro sindacale con i Centri per l'impiego
In data 09/03/2026 due delegati della USB P.I. Regione Campania, entrambi lavoratori dei CPI, hanno partecipato, insieme alle altre OO.SS. presenti in Giunta, all’incontro convocato dalla Direzione Lavoro e Formazione avente ad oggetto la situazione dei Centri per l’Impiego, alla presenza della neo Assessora al Lavoro, dott.ssa Angelica Saggesse.
Nel corso del loro intervento hanno riassunto i temi contenuti nella lettera che, a nome delle iscritte e degli iscritti USB dei CPI, è stata inviata al neo Presidente della Regione Campania, Roberto Fico.
Di seguito i principali temi trattati e le relative informative fornite dalla Direzione.
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Alti carichi di lavoro
La Direzione ha riconosciuto il periodo di particolare intensità dei carichi di lavoro legato alle fasi conclusive del progetto GOL, ma a questo riconoscimento non sono seguite risposte concrete alle criticità da noi sollevate rispetto all’ingente mole di lavoro richiesta ai lavoratori per il raggiungimento dei numerosi obiettivi previsti dal programma. Di fronte a questa situazione abbiamo sollecitato con forza l’apertura di un canale diretto e stabile di comunicazione e confronto tra la Direzione, i responsabili dei CPI e i lavoratori, al fine di affrontare in maniera strutturale le problematiche organizzative e individuare soluzioni concrete alle difficoltà che quotidianamente si registrano sui luoghi di lavoro.
È stata inoltre comunicata l’intenzione della Giunta di procedere con l’organizzazione dell’ultima tranche di assunzioni previste dal piano di potenziamento dei CPI. Su questo punto la nostra organizzazione valuta positivamente l’immissione di nuovo personale nei Centri per l’Impiego, a condizione che le procedure vengano avviate e concluse in tempi rapidi. Allo stesso tempo continueremo a promuovere iniziative e campagne, sia a livello nazionale sia locale, per superare i vincoli di bilancio che gravano sul fondo del salario accessorio negli enti locali, restrizioni che continuano a penalizzare lavoratrici e lavoratori del settore.
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Ritardi nelle procedure dei tirocini
Abbiamo denunciato il grave ritardo nelle procedure relative ai tirocini, che sta generando forti criticità operative e creando disagi sia agli operatori dei servizi sia agli utenti e alle aziende coinvolte. Di fronte a questa situazione ci è stato riferito che la Direzione starebbe procedendo ad accelerare l’evasione delle pratiche già prese in carico. Su questo punto vigileremo con la massima attenzione affinché alle dichiarazioni seguano fatti concreti e si determini una reale accelerazione delle procedure.
Parallelamente, gli uffici regionali stanno avviando un’analisi per comprendere le ragioni del forte incremento delle richieste di tirocini registrato in Campania e per verificare i possibili abusi da parte delle aziende nell’utilizzo di questo strumento di politica attiva. USB ritiene necessario che, alla luce degli abusi già emersi e dei rischi legati anche alla sicurezza sui luoghi di lavoro, si vada verso una regolamentazione più stringente dell’utilizzo dei tirocini, lì dove manchi la componente formativa della politica attiva, da parte delle imprese, contrastando ogni forma di utilizzo distorto di questo strumento e favorendo invece l’attivazione di veri e propri contratti di lavoro.
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Indennità per condizioni di lavoro
La Direzione ha riconosciuto le difficoltà nel riconoscere l’istituto così come attualmente strutturato, una situazione che, a nostro avviso, sta generando evidenti disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono le medesime mansioni, alimentando tensioni interne e possibili contenziosi nei confronti dell’Amministrazione. Su questo tema la nostra organizzazione sindacale è sempre stata coerente nel criticare le scelte effettuate in sede di delegazione trattante dalla maggioranza della RSU, in particolare rispetto al numero estremamente limitato dei beneficiari e al criterio della rotazione. Tali scelte sono state determinate anche dallo spostamento di ingenti risorse dal fondo del salario accessorio — già fortemente limitato — verso gli incarichi di Elevata Qualificazione, che riguarderanno soltanto una piccola parte dei lavoratori a discapito della grande maggioranza del personale. Su questo punto ci impegniamo, insieme alla RSU affiliata alla nostra organizzazione, a costruire nel prossimo CCDI un impianto più equo e a destinare quante più risorse possibili per riconoscere l’indennità a tutti gli operatori dei CPI che svolgono attività particolarmente disagiate.
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Ristrutturazione delle sedi
Prendiamo atto della riapertura di alcune sedi, tra cui quelle del Collocamento Mirato di Napoli, Pozzuoli e Capua, ma tali interventi restano del tutto insufficienti rispetto alle reali esigenze dei lavoratori e dell’utenza. È grave il ritardo accumulato nell’utilizzo dei fondi PNRR e il fatto che non tutte le sedi dei CPI saranno oggetto di interventi di ristrutturazione, determinando così la perdita di risorse che avrebbero potuto migliorare in modo significativo le condizioni di lavoro di centinaia di operatori e la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Non possiamo non ricordare come, negli anni passati, siamo stati tra i pochi a denunciare con forza la condizione infrastrutturale fortemente critica delle sedi dei CPI e il ritardo della Regione nell’utilizzo dei fondi europei destinati a questi interventi. A pochi mesi dalla conclusione del piano PNRR apprendiamo ora del mancato raggiungimento degli obiettivi e della conseguente perdita di milioni di euro destinati alla ristrutturazione delle sedi dei CPI. Si tratta di una responsabilità politica e amministrativa grave, frutto di una inaccettabile inerzia delle istituzioni regionali, che dovrà essere chiarita e approfondita nelle prossime settimane.
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Agenzie per il lavoro ed enti di formazione
Accogliamo positivamente la riduzione del numero delle APL accreditate in Regione Campania, un intervento che va nella direzione di limitare una proliferazione spesso poco trasparente di soggetti privati all’interno del sistema delle politiche attive. Allo stesso tempo riteniamo necessario che un’analoga operazione venga avviata anche nei confronti degli enti di formazione che, salvo poche e apprezzabili eccezioni, negli anni di attuazione del progetto GOL hanno dimostrato di essere più interessati a intercettare le ingenti risorse stanziate per le politiche attive nazionali ed europee che a garantire percorsi formativi realmente efficaci e utili per lavoratrici, lavoratori e disoccupati. È necessario fare chiarezza sull’utilizzo di queste risorse pubbliche e rimettere al centro la qualità dei servizi e i reali bisogni delle persone, evitando che le politiche attive si trasformino nell’ennesimo terreno di rendita per soggetti privati.
Infine prendiamo atto della disponibilità dimostrata dalla Direzione e dall’Assessora Saggesse ad ascoltare tutte le parti sociali. È evidente che la molteplicità delle problematiche che investono quotidianamente i lavoratori non può essere affrontata e risolta nel corso di un unico incontro.
Per questo riteniamo necessario costruire un dialogo stabile e continuativo tra lavoratori, organizzazioni sindacali e amministrazione. Non possiamo tuttavia che esprimere un giudizio complessivamente negativo su questo primo tavolo di confronto.
Il lavoro sindacale dovrà quindi proseguire con determinazione, a partire dal contributo attivo dei lavoratori, che rappresenta da sempre un elemento centrale del metodo e della pratica sindacale di USB. Solo attraverso la partecipazione diretta e il confronto collettivo sarà possibile portare avanti le rivendicazioni e individuare soluzioni concrete alle criticità esistenti.
L’azione sindacale continuerà in tutti i luoghi in cui i lavoratori possono far sentire la propria voce: dalle sedi di lavoro alle manifestazioni di protesta, dagli incontri istituzionali ai tavoli di contrattazione.
Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a partecipare alla manifestazione nazionale del 14 marzo a Roma, per gridare un forte NO sociale al Governo Meloni: alle sue politiche di guerra, alla riforma della giustizia, al silenzio sul genocidio in Palestina e alle misure repressive contro chi manifesta dissenso nel nostro Paese.
USB P.I. Regione Campania