USB presenta a Palazzo Chigi le proposte per il Sud: più fondi al Mezzogiorno, stop autonomia differenziata

Roma -

L’Unione Sindacale di Base ha partecipato nel pomeriggio di oggi a Palazzo Chigi al tavolo organizzato dal governo sulle politiche per il Sud. USB ha ribadito il proprio no ai progetti di autonomia differenziata, secondo i quali le tre regioni più ricche terranno per sé gran parte del gettito fiscale, registrando una contestuale riduzione degli interventi nelle aree depresse dell’Italia, quasi tutte concentrate al Sud e nelle Isole. Non vogliamo una nazione in cui la qualità di sanità, istruzione, trasporti, lavoro, previdenza sia direttamente proporzionale al reddito complessivo dell’area di residenza, come è invece nei piani dei leghisti del Lombardo-Veneto.

 

Queste in sintesi le proposte avanzate da USB:

 

Lavoro:piano per allargare la capacità assunzionale degli enti locali, in deroga al patto di stabilità. Clausola del 34% degli investimenti in conto capitali per la PA destinati al Mezzogiorno, da investire in opere utili e messa in sicurezza del territorio, con l'introduzione di una clausola sociale che tuteli l'inserimento di lavoratori meridionali nei futuri appalti.

 

Scuola: ristrutturazione e rilancio dell’edilizia scolastica, asili pubblici gratuiti, recupero dell’evasione e dispersione scolastica, aumento degli insegnanti anche di sostegno, diminuzione del numero degli alunni per classe, tempo pieno almeno al 50% in tutte le scuole

 

Sanità: investimenti pubblici nel sistema sanitario anche per evitare l’emigrazione sanitaria verso altre regioni, ristrutturazione ed ampliamento offerta sanitaria pubblica in tutti i sensi.

 

Sociale: investimenti pubblici per le infrastrutture sociali a partire dai nidi (rispetto degli accordi di Barcellona del 2006, per garantire il 33% della copertura di asili nido 0-3 anni per numero di bambini nelle regioni del sud), passando per i servizi per i disabili, i minori a rischio, gli anziani, piani di formazione per i giovani e le donne, fino ai centri antiviolenza per le donne.

 

Trasporti: reti ferroviarie moderne, porti, potenziamento del trasporto pubblico urbano. Rafforzamento della rete delle autostrade del mare tra i porti del Sud e il completamento di alcune linee ferroviarie strategiche come la Napoli-Bari o la Bari-Brindisi-Taranto.

 

Energia: reti energetiche all’insegna del risparmio energetico e promozione delle fonti rinnovabili.

 

Ambiente: investimenti massicci nel risanamento ambientale anche urbano in Puglia, Campania, Calabria, terre di sversamenti di rifiuti tossici industriali; sostegno e promozione di una gestione dei rifiuti premiale all’insegna della raccolta differenziata spinta. Valorizzazione dei beni ambientali, culturali e storici di cui tutto il Sud è ricco, con stimolazione del turismo anche ecosostenibile.

 

Sport: impianti sportivi pubblici e gratuiti a partire dai quartieri più degradati e disagiati delle grandi aree metropolitane capaci di attrarre i giovani fin dall’età scolare e sottrarli alla cultura della strada e della criminalità.

 

USB chiede anche la ricostruzione della governance dei Fondi strutturali europei, poiché è inaccettabile che a fronte delle ingenti risorse economiche disponibili, le regioni del Mezzogiorno continuino ad avere incapacità di spesa di quelle risorse che i cittadini stessi hanno contribuito ad alimentare. Chiediamo che vengano previste forme di controllo sull’operato delle amministrazioni pubbliche regionali da parte dei cittadini e pretendiamo che Regioni e Ministeri mettano in campo corsi gratuiti di formazione, di progettazione e gestione di progetti a valere sui fondi strutturali. Accedere a tali fondi è impensabile per coloro che non hanno risorse per pagarsi corsi che sul mercato hanno costi inaccessibili.

 

Unione Sindacale di Base

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