VOTO RSU 2007: UN DIRITTO NEGATO AI PRECARI CRI

Nazionale -

In allegato il volantino impaginato

    Gli ultimi avvenimenti hanno contribuito a creare una situazione nella C.R.I. a dir poco  esplosiva.


    Tale nostra affermazione è da intendersi riferita al futuro della C.R.I. nel Paese e ciò che ne potrebbe derivare per i lavoratori tutti, precari e di ruolo.


    È evidente, e lo ribadiamo ancora, che si vuole procedere a velocità sostenuta verso lo smantellamento dell’Ente, passando per la mancata stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, e mettendo a rischio i livelli occupazionali del personale a tempo indeterminato.


    L’ultima puntata di questo percorso è rappresentata dal mancato riconoscimento del diritto al voto per i precari, in barba all’accordo A.R.A.N. sulle R.S.U. 2007, che prevede il diritto all’elettorato attivo e passivo per coloro che hanno i requisiti previsti dall’art. 1 comma 519 della Finanziaria 2007 e che sono ufficialmente inseriti nelle procedure di trasformazione del relativo rapporto di lavoro.


    La negazione del diritto di voto ai precari rappresenta una chiarissima risposta alle aspettative di stabilizzazione per tutti i precari della C.R.I.


    Il vero problema è rappresentato, e ci preme sottolineare l’unicità di tale situazione nel comparto E.P.N.E., dalla rigida posizione assunta dalla Funzione Pubblica, longa manus dell’attuale Governo, e dalla Croce Rossa che, con ostinazione. continuano a parlare di impossibilità di trasformare detto personale.


    La questione, come è ormai noto a tutti, origina dall'attribuzione delle funzioni storiche di C.R.I. (in materia di pronto soccorso, trasporto infermi e assistenza ai gravi disabili), al S.S.N. e dallo stesso conferite alle Regioni, che, a loro volta, in carenza di personale e strutture, appaltano detti servizi all'esterno.


    La C.R.I., in possesso delle strutture idonee, in molte realtà riesce ad aggiudicarsi tali appalti e, attraverso la stipula di convenzioni con le Regioni, si impegna ad assicurare detto servizio, per garantire il quale assume personale con contratto a tempo determinato.


    Secondo la C.R.I. e la Funzione Pubblica questo personale, impiegato a garantire funzioni definite “non stabili” dell'Ente datore di lavoro, non rientrerebbe nelle fattispecie previste dall'art. 1 comma 519 della Finanziaria 2007, in materia di stabilizzazione.


    A tale tesi ci siamo sempre opposti e restiamo convinti che una attenzione diversa da parte dell’Organo Politico presente in C.R.I. e da parte dell’attuale Governo, che in materia di precariato aveva assunto ben altri impegni durante la campagna elettorale, avrebbero contribuito in maniera determinante a definire una diversa composizione della vicenda.


    Per le R.d.B.-C.U.B. l’esclusione del personale precario dalle R.S.U. 2007, rappresenta un atto di assoluta irresponsabilità e incoscienza, destinato a produrre effetti devastanti.


    Le battaglie che le R.d.B.-C.U.B. hanno sostenuto, fin dal primo accordo sulle R.S.U. del 1998 a sostegno del diritto a votare e ad essere votati per tutti i lavoratori precari, hanno prodotto un risultato in qualche modo soddisfacente.


    L’attuale decisione di estromettere i precari C.R.I. dal voto alle R.S.U. 2007 appartiene ad una logica esattamente contraria ed è figlia di quel progetto di smantellamento dell’Ente citato all’inizio del presente comunicato.


    La recente posizione assunta da C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L. di ritirare la firma dall’accordo sulle R.S.U., seppur condivisibile per il significato simbolico che rappresenta, non è, a nostro avviso, orientata verso quel risultato da tutti auspicato.


    Probabilmente, su un terreno strettamente simbolico, avrebbe prodotto un risultato migliore la scelta di astensione dal voto, in piena solidarietà con i colleghi precari, oppure altra strada sarebbe stata quella di candidare comunque i precari nelle liste, ipotesi che avrebbe posto in seria difficoltà l’Amministrazione, l’ARAN, la Funzione Pubblica, veri artefici della scelta della negazione del diritto al voto.


    Le R.d.B.-C.U.B., alla luce di quanto sopra esposto, ritengono che l’unica possibilità sia quella di procedere ad un rinvio delle procedure elettorali; un rinvio che consenta alle OO.SS., alla C.R.I. e al Governo di trovare, in tempi strettissimi, quegli strumenti necessari per una positiva e definitiva composizione della vertenza legata alla stabilizzazione di tutto il personale precario C.R.I., alla quale è strettamente correlato il diritto al voto per le  elezioni R.S.U. 2007.     
    Ribadiamo con forza l’impegno di questa O.S. a rivendicare un percorso di stabilizzazione che riguardi tutti i precari della C.R.I.


    La strada per raggiungere tale obiettivo è, a nostro parere, molto chiara ed è legata al rispetto dell’accordo stipulato con il Ministero della Salute, alla presenza della C.R.I. e di tutte le OO.SS. che prevede, in coerenza con il dettato della Finanziaria 2007, la stabilizzazione di 976 lavoratori.


    Questo rappresenta un primo passo. Nella Finanziaria 2008 si dovrà trovare la soluzione che consenta  il completamento del processo di stabilizzazione per  tutti i 1894 precari.


    È evidente che per raggiungere tale traguardo è necessario l’impegno di tutti.
    Ricordiamo che la stessa Amministrazione C.R.I. aveva proposto, negli ultimi incontri intercorsi, “un percorso sinergico” con le parti sociali che avrebbe avuto il suo culmine in una conferenza stampa del Presidente dell’Ente.


    Le R.d.B.-C.U.B. hanno provveduto, in tale direzione, a far presentare varie interrogazioni parlamentari ed a proporre un emendamento alla Finanziaria 2008, attualmente in discussione in Parlamento, che prevede il completamento del processo stabilizzatorio nel 2008 per tutti i precari della C.R.I.


    Questo per parte nostra. Siamo in attesa, ma ormai nutriamo forti dubbi, delle iniziative proposte dall’Organo Politico dell’Ente.


    Si fa sempre più strada negli ambiti ministeriali il progetto alternativo che si sostanzia nella stabilizzazione delle funzioni e dei lavoratori in ambiti diversi dalla C.R.I.


    Questo disegno trova consensi sia da parte della C.R.I. sia da parte di alcune OO.SS.


    Temiamo che impegnare energie in un percorso incerto, caratterizzato dalla frantumazione del fronte e soprattutto dalla “significativa assenza” dell’istituzione interessata al disegno (Regioni), possa rappresentare un elemento non utile alla soluzione della vertenza, mirato solo a rinviare il problema, ed a tenere inutilmente impegnati i lavoratori precari interessati.

 

    Le R.d.B.-C.U.B., nella piena consapevolezza della gravità del momento, invitano tutti i lavoratori della C.R.I., precari e di ruolo, a partecipare allo sciopero generale del 09/11/2007, nel corso del quale abbiamo programmato una importante iniziativa mirata alla risoluzione della vertenza della C.R.I., le cui modalità saranno illustrate nel corso dei nostri prossimi comunicati.

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