PARTE LA CONSULTAZIONE SUL CONTRATTO INTEGRATIVO 2010 DELLE AREE

Nazionale -

In allegato la scheda che sarà utilizzata per la votazione

I sindacati che hanno firmato il contratto integrativo INPS del 2010 hanno tentato di appropriarsi del risultato scaturito dal movimento di protesta che ha infiammato l’Istituto tra luglio e ottobre dello scorso anno.

 

Leggendo i comunicati sindacali, sembrerebbe infatti che siano state Cisl e Uil ad ottenere l’Accordo di programma 2010-2012, firmato da tutte le organizzazioni sindacali, che ha previsto un ampio percorso di crescita professionale, nell’arco di un triennio, attraverso l’indizione di nuove selezioni interne. Il contratto integrativo 2010 si limita a dare applicazione alla prima parte dell’intesa programmatica. Senza il contributo determinante dell’USB (RdB), ma soprattutto senza la grande spinta che i lavoratori dell’ente hanno esercitato verso l’amministrazione (grande assente la Cisl…), con le numerose iniziative culminate nell’assemblea del 1° ottobre 2010, nonsi sarebbe più parlato di passaggi per un bel po’.

 

Ma allora perché l’USB, al pari di Fialp-Cisal e Cgil, non ha firmato il contratto integrativo 2010, visto che contiene questo importante risultato conseguente alla mobilitazione dell’autunno dello scorso anno? Il motivo principale è la volontà di Cisl e Uil di recepire nell’accordo i contenuti della Riforma Brunetta, accettando le modifiche al sistema delle relazioni sindacali, il che significa non avere più voce su argomenti importanti come l’organizzazione degli uffici e le politiche sul personale, nonché introdurre il becero meccanismo di una meritocrazia fasulla che prevede che ci sia sempre qualcuno più bravo di qualcun altro che comunque è considerato bravo. L’introduzione di un coefficiente di merito individuale superiore a 1 (1,2) va nella direzione delle fasce di merito tanto care al ministro Brunetta. Tra l’altro Cisl e Uil hanno pure sbagliato i tempi, perché sono accorsi in aiuto del baby ministro proprio nel momento in cui il feroce persecutore dei lavoratori pubblici era al livello più basso di popolarità, quasi dimenticato dall’opinione pubblica e defilato dalla scena politica. Di queste scelte Cisl e Uil dovranno essere chiamati a rispondere di fronte ai lavoratori.

 

E’ evidente che Cisl e Uil dell’INPS hanno seguito un disegno o, meglio, hanno eseguito un ordine che veniva dalle federazioni centrali. Infatti, il 4 febbraio di quest’anno, successivamente alla firma del contratto integrativo dell’INPS, le confederazioni nazionali  Cisl e Uil hanno firmato un’intesa con il Governo che rimette in movimento la Riforma del ministro Brunetta, mentre era stata bloccata da sentenze di Tribunali del Lavoro che sostenevano la necessità che le norme, per essere operative, dovessero prima essere recepite dai futuri contratti collettivi nazionali di lavoro. Poiché i contratti sono bloccati fino al 2013, sarebbe rimasta bloccata anche la “controriforma”, ma grazie a Cisl e Uil Brunetta ha fatto goal…

 

Altri argomenti che hanno portato l’USB INPS a non sottoscrivere l’accordo integrativo 2010 riguardano le posizioni organizzative e il sistema delle indennità. L’USB (RdB) da tempo afferma che le posizioni organizzative di governo dell’attività (attualmente direttori d’agenzia, responsabili di linea di prodotto/servizio ecc.) debbano essere finanziariamente a carico del bilancio dell’ente e non del Fondo per la produttività, le cui risorse sono alimentate in gran parte da tutti i lavoratori attraverso la rinuncia forzata, ad ogni rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, di una parte degli aumenti previsti che non finiscono sullo stipendio tabellare ma vanno a finanziare il cosiddetto salario accessorio, confluendo nel Fondo di ente. L’organizzazione del lavoro non deve essere finanziata con i soldi dei lavoratori.

 

Il contratto integrativo INPS del 2010 prevede l’aumento del numero e della tipologia delle posizioni organizzative, che innescano peraltro una guerra fratricida tra colleghi a tutto vantaggio di quelle organizzazioni sindacali che speculano sulle aspettative dei lavoratori e alimentano il mercato clientelare che vede l’amministrazione compiacente e incapace d’attuare almeno un sistema realmente meritocratico.

 

Oltre, quindi, ad affrontare il tema del finanziamento delle posizioni organizzative che, come si è scritto in precedenza, debbono essere messe a carico del bilancio dell’ente, occorre avviare la revisione deicriteri per l’attribuzione delle posizioni organizzative, per la quale era stato assunto un impegno ufficiale nell’Art. 8 del CCNI INPS del 2009. Dal confronto dovranno emergere criteri di attribuzione oggettivi e trasparenti, per bloccare la politica clientelare dei sindacati compiacenti e garantire pari opportunità ai lavoratori, senza trucco e senza inganno.   

 

Assolutamente scandalosa risulta l’introduzione dell’indennità di “coordinamento operativo del parco macchine dell’Istituto”, per un importo mensile di 255 euro, da assegnare ad un dipendente con la qualifica di autista. Mentre il ministro Brunetta afferma di voler eliminare, o quanto meno ridurre, le auto blu e di servizio, all’INPS si sono inventati l’indennità di “posteggio”.

 

Insufficienti e inappropriate appaiono le risposte economiche date al personale delle aree A e B e agli ex insegnanti. Il presidente Mastrapasqua, invece di pensare esclusivamente a sponsorizzarsi sui media, farebbe bene ad ottenere dal governo il via libera alle selezioni da un’area all’altra con i criteri previsti dal contratto e una soluzione politica che restituisca serenità agli ex insegnanti. E’ forse chiedere troppo?

 

L’USB INPS, come anticipato al momento della definizione del contratto integrativo 2010 e come consuetudine per i contratti di lavoro, sottopone al giudizio dei lavoratori l’intesa, chiedendo di respingere tutte le parti negative dell’accordo e di esprimersi favorevolmente solo sulla previsione dei passaggi economici con decorrenza 1° gennaio 2010, un risultato significativo anche se insufficiente poiché non sono previsti passaggi di area. Invitiamo tutti a lanciare un fermo monito a quelle organizzazioni che stanno svendendo i diritti dei lavoratori.

 

Sulla scheda i lavoratori troveranno 7 quesiti. L’USB invita a votare SI’ alla 2° domanda e NO a tutte le altre.

 

L’USB INPS, nell’ottica di un percorso unitario, aveva chiesto a Cgil e Fialp-Cisal di promuovere una consultazione congiunta riscontrando dubbi sull’opportunità dell’iniziativa. Non è un dramma e non si enfatizzerà la scelta delle altre organizzazioni sindacali, con le quali s’intende mantenere un rapporto di serrato confronto.

 

Pertanto l’USB INPS invita tutti i lavoratori, iscritti e non, a partecipare alla consultazione sul contratto integrativo 2010, da tenersi a livello locale entro il 6 aprile p.v.,  per rafforzare il confronto e la partecipazione democratica dal basso.

 

 

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