Roma. Il Pane & le Rose, gennaio 2011: 'E' colpa di chi?'

Roma -

In allegato il giornalino

L'editoriale di questo numero:

"Ben ci sta. Questo verrebbe da rispondere ai colleghi che, oggi, si lamentano della bruttissima piega che stanno prendendo le cose per i lavoratori.

Sia nel senso che “così impariamo” (forse) a mai più sperare che si possa tirare a campare per anni e anni in una pressochè totale inerzia rispetto ai continui attacchi portati alle nostre condizioni di vita, sperando che altri possano risolvere i nostri problemi; sia perché, in fondo, “ci sta bene”, nel senso che tutto ciò che è accaduto nel corso dell’anno appena trascorso calza veramente a pennello ed è assolutamente coerente con la storia recente di questo strampalato paese.

Naturalmente, non tutto ciò che è avvenuto nel 2010 è classificabile, per i lavoratori, sotto la voce “disastri”, visto che nonostante i vari Tremonti, Brunetta, Gelmini (e Alemanno, Cavallari e chi più ne ha ne metta), abbiamo avuto il conforto di vedere crescere grandi mobilitazioni, non solo settoriali, che si sono contrapposte formalmente a quella che è stata giustamente definita una vera e propria “macelleria sociale”, portata avanti dai “magliari” che hanno governato questo paese negli ultimi decenni (senza alcuna apprezzabile differenza tra i diversi schieramenti politici che si sono più volte scambiato il ruolo maggioranza-opposizione, nell’eterno gioco trasformistico che è, da sempre, l’insuperabile ostacolo ad un reale sviluppo democratico del paese).

Certo, i lavoratori del Comune di Roma non è che si siano distinti per combattività, nonostante alcune apprezzabili iniziative che hanno coinvolto soprattutto il settore educativo-scolastico.
Ed i risultati, purtroppo si vedono.
A partire dal modo truffaldino con il quale sono state gestite le procedure di concorsualità interna."

In un momento storico segnato da venti di guerra, genocidi alla luce del sole, inflazione fuori controllo, carovita e perdita di potere d’acquisto e progressivo smantellamento dei servizi pubblici, serve un sindacato che sa stare dove ci sono le persone, le lavoratrici, i lavoratori con i loro bisogni reali. Un sindacato di classe.
Quel sindacato siamo noi! Rinnoviamo la nostra piattaforma politica e rilanciamo la campagna iscrizioni, per una nuova stagione di lotte e mobilitazioni alla conquista di diritti, dignità, giustizia.

      

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